«Tu sai vedere le cose vive»: Domenico Rea e il viaggio a Praga
Abstract
Il presente contributo si propone di indagare le
caratteristiche della letteratura odeporica di
Domenico Rea con riguardo a un frangente ben
preciso della vita dello scrittore. Nell’ottobre 1954
su «Paese Sera», rivista di area comunista,
compare infatti il reportage del suo viaggio a
Praga suddiviso in due articoli, pubblicati il 14 e il
15 ottobre, con i rispettivi titoli Un turista scettico
alla scoperta di Praga e Dopo una allegra nottata
un finale quasi alla Kafka. Il resoconto non è il
primo di natura odeporica fatto da Rea per la
rivista, con cui aveva iniziato a collaborare
proprio con una serie di sette articoli sul viaggio
nella Spagna franchista. Ma i «fatti d’Ungheria»
dell’ottobre 1956, che avranno un grande impatto
sull’opinione pubblica e sulla stampa italiana
(con «L’Unità» da una parte «della barricata» e
numerosi giornali dall’altra), spingono Rea a
pubblicare nel dicembre di quell’anno
Confessioni di un compagno di strada su «Nord e
Sud». In quest’articolo, il reportage precedente
viene riproposto e rimodulato massicciamente.
L’obbiettivo è qui quello di evidenziare
somiglianze e discrasie tra le due versioni, alla
luce del contesto storico-politico del tempo
nonché dell’ambiguità alla base di ogni resoconto
di viaggio: quanto può il lettore fidarsi del
viaggiatore? This paper aims to examine the characteristics of
Domenico Rea’s travel writing by focusing on a
specific moment in the writer’s life. In October
1954, «Paese Sera», a periodical aligned with the
Italian Communist Party, published a two-part
travel report on his journey to Prague. The
articles appeared on October 14 and 15 under the
respective titles Un turista scettico alla scoperta
di Praga and Dopo una allegra nottata un finale
quasi alla Kafka This report was not Rea’s first
odeporic contribution to the newspaper: he had
begun collaborating with «Paese Sera» through a
series of seven articles on his travels in Francoist
Spain. However, «i fatti d’Ungheria» of October
1956 — which had a profound impact on both
public opinion and the Italian press (with
«L’Unità» on one side “of the barricade” and many
other papers on the opposite side) — led Rea to
publish Confessioni di un compagno di strada in
the December 1956 issue of «Nord e Sud». In this
article, the earlier travelogue is revisited and
substantially revised. The aim is to highlight the
similarities and divergences between the two
versions, in light of the shifting political-historical
context and the inherent ambiguity of every travel
narrative: how far can the reader trust the
traveler?
URI
https://sinestesieonline.it/wp-content/uploads/2026/03/Odeporica_Stifano.pdfhttp://elea.unisa.it/xmlui/handle/10556/9279
