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dc.date.accessioned2015-11-09T12:15:26Z
dc.date.available2015-11-09T12:15:26Z
dc.description2013 - 2014it_IT
dc.description.abstractThis doctoral dissertation focuses on the "Parmenides" comment of Marsilio Ficino, which dates to the 90s of the fifteenth century. The research starts with a reconstruction of the historical, political and cultural context within which mature work of the philosopher; then it takes to examine promptly the comment. The milestone of the research is the analysis and discussion of the comparison between the thesis of Ficino and those exposed by Pico della Mirandola in his work De Ente et Uno. The research acknowledges that for Ficino the One is superessential Principle, while for Pico the One is the One of the “thing”. This gives rise to two different visions: for Ficino the One remains inexpressible, while for Pico the One is such only in its expression. Marsilio wants to preserve the absoluteness of the divine, refounding on the basis of Platonic philosophy the Christian doctrine. In its philosophy, in fact, it shows the addition of a transcendent component respect to a exclusively rational. Ficino’s pia philosophia intends to show the possibility for man to return to God as its Principle - and in this sense the research shows him, more than as a philosopher, as a theological reformer. [edited by Author]
dc.description.abstractQuesta tesi di dottorato si concentra sul commento al “Parmenide” di Marsilio Ficino, opera risalente agli anni 90 del quindicesimo secolo. La ricerca parte da una ricostruzione del contesto storico, politico e culturale entro cui matura il lavoro del filosofo; prende poi ad esaminare puntualmente il commento. Lo snodo centrale della ricerca è costituto dall’analisi e dalla disamina del confronto tra le tesi del Ficino e quelle esposte da Pico della Mirandola nella sua opera De Ente et Uno. La tesi riconosce come per Ficino l’Uno sia principio sovraessenziale, mentre per Pico l’Uno è l’uno della cosa. Questo dà luogo a due diverse visioni: per Ficino l’Uno rimane inesprimibile, mentre per Pico l’uno è tale solo nella sua espressione. Marsilio intende così salvaguardare l’assolutezza del divino, rifondando sulle basi della filosofia platonica la dottrina cristiana. Nella sua filosofia, difatti, si mostra l’aggiunta di una componente sovrarazionale ad una esclusivamente razionale. La pia philosophia del Ficino intende proprio mostrare la possibilità, per l’uomo, di tornare a Dio come al suo Principio – ed è in questo senso che la ricerca lo mostra, prima ancora che come un filosofo, come un riformatore teologico. [a cura dell'Autore]it_IT
dc.language.isoitit_IT
dc.subject.miurM-FIL/01 FILOSOFIA TEORETICAit_IT
dc.contributor.coordinatoreD'Onofrio, Giulioit_IT
dc.description.cicloXIII n.s.it_IT
dc.contributor.tutorCambi, Maurizioit_IT
dc.contributor.cotutorTomatis, Francescoit_IT
dc.identifier.DipartimentoScienze del Patrimonio Culturaleit_IT
dc.titleL’In Parmenidem di Marsilio Ficino nel dibattito tra platonismo e aristotelismoit_IT
dc.contributor.authorAlberti, Giovanni
dc.date.issued2015-06-25
dc.identifier.urihttp://hdl.handle.net/10556/1901
dc.typeDoctoral Thesisit_IT
dc.subjectFicinoit_IT
dc.subjectNeoplatonismoit_IT
dc.publisher.alternativeUniversita degli studi di Salernoit_IT
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