Il nuovo delitto di femminicidio ex art. 577-bis c.p.: limiti e prospettive della codificazione del movente misogino
Abstract
Il presente contributo esamina l’introduzione dell’art. 577-bis c.p. nel sistema penale italiano, operata dalla legge 2 dicembre 2025, n. 181, che configura il femminicidio quale titolo autonomo di reato. L’indagine si sofferma sulla complessa scomposizione strutturale della nuova fattispecie, focalizzandosi sulla locuzione specializzante «in quanto donna» e sui presupposti di asimmetria relazionale richiesti dalla norma. Il lavoro affronta il vivace dibattito teorico che vede contrapposte le tesi orientate a valorizzare la funzione antidiscriminatoria e promozionale della riforma alle severe obiezioni dogmatiche della dottrina tradizionale. Queste ultime si incentrano sulla
frizione con il principio di stretta legalità, sul rischio di un’incursione punitiva nel foro
interno dell’agente - con conseguente slittamento verso un «diritto penale d’autore» - e
sulla tenuta dei parametri costituzionali di eguaglianza e proporzionalità della pena.
Vengono inoltre vagliate le rigide preclusioni sanzionatorie derivanti dal blocco delle
attenuanti e dall’esclusione del giudizio abbreviato. Da ultimo, la ricerca si sposta sulla
primissima prassi applicativa della norma, assumendo quale osservatorio privilegiato
l’ordinanza del GIP di Imperia del 12 gennaio 2026, emblematica nel far emergere i nodi
probatori connessi all’accertamento processuale del movente misogino. This paper analyzes the introduction of Art.577-bis into the Italian Criminal Code by Law
No. 181/2025, which establishes femicide as an autonomous criminal offense. The
analysis examines the structure of the new statutory definition, focusing on the qualifying phrase “as a woman” and the requirements of relational asymmetry mandated by the provision. The work addresses the lively debate pitting perspectives that value the antidiscriminatory and promotional function of the reform against the severe dogmatic objections raised by traditional legal academics. These criticisms focus on the friction with the principle of strict legality, the risk of a punitive intrusion into the agent’s mens rea - resulting in a shift toward a “perpetrator-based criminal law” - and the compliance with constitutional standards of equality and proportionality of punishment.
Furthermore, the paper examines the rigid preclusions resulting from the prohibition of
mitigating circumstances and the exclusion of the summary trial. Finally, the research
analyzes the first application of the provision, adopting as a key case study the order
issued by the Judge for Preliminary Investigations (GIP) of Imperia on January 12, 2026, which is emblematic in highlighting the evidentiary issues related to the judicial
assessment of the misogynistic motive.
