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dc.date.accessioned2026-09-23T08:13:15Z
dc.date.available2026-09-23T08:13:15Z
dc.description.abstractA oltre dalla 80 anni dalla morte di Gabriele d’Annunzio (1938) e a quasi cento da quella di Eleonora Duse (1924), questo contributo vuole ragionare su un interrogativo che è giusto sottoporre criticamente alla posterità, nel Nuovo Millennio: è possibile immaginare il teatro dannunziano senza la presenza della Duse? L’analisi di nuovi documenti d’archivio offre una risposta chiara, ma nel contempo ricca di molteplici sfaccettature nella sua periodizzazione storica: la grande attrice è stata l’icona della rivoluzione teatrale dannunziana. Infatti, non c’è aspetto dell’innovazione scenica dannunziana che non la veda coinvolta – con consapevolezza, ma anche suo malgrado, rispetto ai progetti naufragati o irrealizzati. Parimenti, la carriera della Duse non sarebbe mai stata la stessa senza l’apporto fondamentale e decisivo della drammaturgia dannunziana, che le diede – anche da anziana, nel suo rientro in scena negli Anni Venti – la possibilità di sfidare con la sua recitazione le convenzioni dell’epoca e mettere alla prova il gusto del pubblico.it_IT
dc.description.abstractAfter 84 years since the death of Gabriele d’Annunzio (1938) and almost a hundred from that of Eleonora Duse (1924), this paper evaluates a question that is right to critically submit to posterity, in the New Millennium: it is possible to imagine d’Annunzio’s theatre without the presence of Duse? The analysis of new archival documents offers a clear answer but, at the same time, rich of multiple facets in its historical periodization: the great actress was the icon of d’Annunzio’s theatrical revolution. In fact, there is no aspect of his scenic innovation that does not see her involvement – with awareness, but also in spite of it (the abandoned or unrealized projects). Likewise, Duse’s career would never have been the same without the fundamental and decisive contribution of d’Annunzio’s dramaturgy, which gave her – even as an old woman, with her return to the theatre in the 1920s – the opportunity to challenge with her acting the artistic conventions of the period and the audience.it_IT
dc.language.isoitit_IT
dc.rightsCC BY 4.0it_IT
dc.relation.ispartofjournalSinestesie. Rivista di studi sulle letterature e le arti europeeit_IT
dc.identifier.citationPagani, Maria Pia. "Eleonora Duse: l'icona della rivoluzione teatrale dannunziana", Sinestesie, XXIV (2022): 277-293it_IT
dc.titleEleonora Duse: l'icona della rivoluzione teatrale dannunzianait_IT
dc.sourceUniSa. Sistema Bibliotecario di Ateneoit_IT
dc.contributor.authorPagani, Maria Pia
dc.date.issued2022
dc.identifier.urihttps://www.sinestesierivistadistudi.it/dannunzio-e-linnovazione-drammaturgica/it_IT
dc.identifier.urihttp://elea.unisa.it/xmlui/handle/10556/9791
dc.identifier.urihttp://dx.doi.org/10.14273/unisa-7739
dc.publisherAvellino : Associazione Culturale Internazionale Sinestesieit_IT
dc.typeJournal Articleit_IT
dc.format.extentP. 277-293it_IT
dc.identifier.issn1721-3509it_IT
dc.subjectEleonora Duseit_IT
dc.subjectVittorialeit_IT
dc.subjectRegitze Wingeit_IT
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