Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: http://elea.unisa.it/xmlui/handle/10556/7299
Titolo: Bonum divinius et formalius. Estensione metafisica del bene in Teodorico di Freiberg
Autore: D’Onofrio, Giulio
Speer, Andreas
Donnarumma, Giuseppe
Parole chiave: Bene;Metafisica;Trascendentali
Data: 28-lug-2023
Abstract: Tra i numerosi ambiti di ricerca che hanno attirato l’attenzione degli studiosi sul pensiero del domenicano Teodorico di Freiberg non figura l’agatologia. I cenni disponibili in letteratura sul tema richiamano l’attenzione sulla marginalità della ratio boni nei suoi scritti, individuandone la ragione nella sua insignificanza metafisica. Questa tesi appare, tuttavia, di difficile collocazione nel contesto della ricezione aristotelica e incompatibile con alcuni dei motivi fondamentali del pensiero del domenicano, come la convertibilità dei trascendentali, lo schema neoplatonico exitus-reditus e il dinamismo produttivo e teleologicamente ordinato di tutto il reale. Il lavoro di tesi si propone di riesaminare i testi del domenicano per verificare la presenza di una concezione ‘metafisica’ del ‘bene’ nell’opera di Teodorico, eventualmente delimitata, nel suo campo di applicazione, rispetto a forme ontologicamente ‘inferiori’ di ‘bene’. Questa circostanza potrebbe infatti rendere ragione del ‘declassamento’ di bonum del De origine rerum praedicamentalium senza disconoscere il significato metafisico del bene tout court. L’ipotesi di un impiego ‘metafisico’ della nozione di ‘bonum’ implica un lavoro preliminare sulla posizione di Teodorico relativa all’oggetto della metafisica, cui è dedicato il primo dei tre capitoli della trattazione. Lo studio prosegue con un’indagine sui caratteri del ‘bene’ (perfectiofinis-operatio) nelle sostanze immobili, le quali godono, secondo Teodorico, dello statuto della compiutezza e di conseguente dignità metafisica: un eventuale utilizzo ‘metafisico’ della nozione di bene passa necessariamente per l’applicazione al dominio ontologicamente e assiologicamente superiore del reale. Nel terzo capitolo si tenta infine di evidenziare un’analoga rielaborazione metafisiche delle categorie agatologiche anche per l’universo sublunare: l’invito alla riconduzione metafisica degli enti al Principio sotto il profilo cosmologico, sulla base delle indicazioni del Fragmentum de subiecto theologiae, ravviva infatti la possibilità di ‘estendere’ il bene metafisico anche ai livelli del reale caratterizzati dalla maggiore precarietà ontologica. [a cura dell'Autore]
Theodoric of Freiberg’s Agathology has not attracted significant scholarly attention. The references on the subject available in the literature draw attention to the marginality of the ratio boni in the writings of the Dominican, identifying the reason for it in its metaphysical insignificance. However, this thesis appears to be difficult to place in the context of Aristotelian reception and incompatible with some of the fundamental motifs of the Dominican's thought, such as the convertibility of transcendentals, the Neoplatonic scheme exitus-reditus and the productive and teleologically ordered dynamism of reality. This thesis re-examines the texts of the Dominican to verify the presence of a metaphysical conception of ‘the good’in Theodoric's work, possibly delimited, in its field of application, with respect to ontologically ‘inferior’ forms of Goodness. This circumstance could in fact account for the ‘downgrading’of bonum in De origine rerum praedicamentalium without disregarding a metaphysical meaning of the good. The hypothesis of a ‘metaphysical’ use of the notion of bonum implies a preliminary work on Theodoric's position on the object of metaphysics, to which the first of the three chapters of the treatise is dedicated. The study continues with an inquiry into the meanings of the ‘good’ (perfectio-finis-operatio) in immovable substances, which, according to Theodoric, enjoy the status of ontological perfection and consequent metaphysical dignity: a possible ‘metaphysical’ use of the notion of good necessarily passes through the application to the ontologically and axiologically superior domain of reality. Finally, the third chapter attempts to highlight an analogous metaphysical reworking of the agathological categories also for the sublunar universe: the invitation to the metaphysical reconduction of entities to the Principle from a cosmological point of view enlivens the possibility of ‘extending’the metaphysical good also to the levels of reality characterized by ontological precariousness. [edited by Author]
Descrizione: 2021 - 2022
URI: http://elea.unisa.it/xmlui/handle/10556/7299
È visualizzato nelle collezioni:Ricerche e Studi sull’Antichità, il Medioevo e l’Umanesimo, Salerno (RAMUS)

File in questo documento:
File Descrizione DimensioniFormato 
tesi_di_dottorato_G_Donnarumma.pdftesi di dottorato2,06 MBAdobe PDFVisualizza/apri
abstract in italiano e in inglese G. Donnarumma.pdfabstract a cura dell’autore (versione italiana e inglese)132,93 kBAdobe PDFVisualizza/apri


Tutti i documenti archiviati in DSpace sono protetti da copyright. Tutti i diritti riservati.