Le annotazioni di Pomponio Leto a Lucano (Vat. lat. 3285): libri I-IV con un'appendice sulla Vita Lucani
Abstract
In this work I realized the first critical edition of the notes that Giulio Pomponio Leto wrote
on Lucan’s Pharsalia, and that are included only in the autograph manuscript Vat. Lat. 3285.
The thesis, consisting of five chapters, has pointed out both the Nachleben of Lucan’s poem
and the originality of a humanistic reading of Bellum ciuile.
After an introductory chapter on the Pomponio Leto’s life and works, there is a brief
discussion of Lucan’s exegesis before the Humanism.
Through a critical study it was possible to me to underline the type and the structure of the
Pomponian notes and the Latin and Greek sources- not always reported- quoted by the humanist,
(the most mentioned Latin author is Pliny Maior, followed by Caesar, Florus, Hyginus, Varro,
Silius Italicus, Valerius Flaccus, Cicero, Pomponius Mela; concerning the Greek sources, the most
mentioned authors are Herodotus, Strabo, Dionysius of Halicarnassus, Diodorus Siculus, Plutarch,
Theophrast, Hesiod, Pindar. As Pomponio did not know Greek, he read the literary works- that
haven’t been identified up to now- of the Greek authors in a Latin version). Besides, I emphasized the method the humanist used to quote (such as mistakes,
misunderstandings, summaries, paraphrases, additions) and the bad quality of the copy of Lucan’s
text made by Pomponio. Thanks to this analysis I could identify the type of those notes such as their
historical features and the geographic, mythological and antiquarian ones.
It deals with notes whose show of Pomponio’s learning predominates over the attention to
the language and textual criticism. The humanist used the exegetic method consisting in explaining
only the parts of Lucan’s poem that he wanted his pupil, Fabio Mazzatosta, to study in Rome in
1469.
Pomponio did not design his work for publishing because his aim was a teaching method.
In the last chapter of the thesis I made a critical edition of Epitaphium and Vita Lucani
written by Pomponio (Vat. lat. 3285 ff. 135v-137r).
The Vita Lucani is a blending of different classical sources: uita Lucani of Vacca, Annales
of Tacitus, Genethliacon Lucani ad Pollam of Statius (silu. 2,7), Quintilian and Lucan himself; this
biography reached its fortune only when it was published, with some variants, in the editio princeps
of Pharsalia, printed in Rome in 1469.
Then this Vita, present in editio princeps, became the basis for subsequent copies both
manuscripts and printed.
The Vita Lucani of Pomponio is very important because it was the only humanistic life to
have a great success and to be trasmitted together with Lucan’s ancient lives.
Besides, this life testifies the fame of Pomponio even outside Rome and the great fortune of
Lucan during the Humanism.
After my researches I end up stating that the study of the Pomponian notes is not helpful to
know in deep Lucan and his poem, but it contributes to know better the scholiastic activity on
Lucan and the humanists’ approach to the works of Latin and Greek authors. [edited by Author] L’obiettivo del lavoro di tesi è stato quello di realizzare la prima edizione critica delle annotazioni di Pomponio Leto (1428-1498) al Bellum ciuile di Lucano, contenute nel Vat. lat. 3285, codice interamente autografo dell’umanista e copia unica, databile al 1469 circa.
La tesi, organizzata in cinque capitoli, ha evidenziato da un lato il Nachleben dell’opera lucanea, dall’altro i tratti distintivi ed originali di una lettura umanistica del Bellum ciuile.
Ad una trattazione approfondita della vita e delle opere di Pomponio Leto sulla base di fonti coeve o successive all’umanista e alla luce dei più recenti studi bibliografici sull’argomento, segue una breve storia dell’esegesi lucanea prima dell’Umanesimo, con l’intento di contestualizzare le annotazioni pomponiane e di metterne in luce le profonde differenze rispetto ad esegeti precedenti o successivi al Leto.
A partire, poi, da una riflessione critica sul carattere e sulla struttura delle annotazioni pomponiane, ne è stata delineata la loro natura storica, geografica, antiquaria e mitologica: si tratta di note in cui lo sfoggio d’erudizione prevale di gran lunga sull’attenzione a questioni di natura linguistica e critico-testuale.
L’edizione delle annotazioni relative ai primi quattro libri della Pharsalia è stata accompagnata, inoltre, da una serie di osservazioni relative agli auctores utilizzati da Pomponio (sia citazioni esplicite che implicite): l’autore assolutamente più sfruttato è Plinio, seguito da Cesare, Floro, Igino, Varrone, Silio Italico, Valerio Flacco, Cicerone, Pomponio Mela; per le fonti greche
spiccano i nomi di Erodoto, Strabone, Dionigi d’Alicarnasso, Diodoro Siculo, Plutarco, Teofrasto, Esiodo, Pindaro, tutti autori questi che il Leto, non conoscendo il greco, leggeva in traduzioni latine, delle quali, trattandosi per lo più di materiale ancora inedito, si è rinunciato ad una identificazione.
Da un esame delle singole annotazioni è stato possibile constatare che il metodo esegetico adottato dall’umanista è selettivo e non sistematico, in quanto nasce coll’intento di chiarire, semplificare, istruire, enucleare singoli punti che si prestassero specificamente all’insegnamento privato pro studio di Fabio Mazzatosta, di cui il Leto fu magister e per il quale vergò appositamente questo manoscritto.
Tale studio ha evidenziato, in sintesi, che il fine di Pomponio è prevalentemente didattico ed è ben lontano da quella tipologia di commento continuo, ordinato, ragionato, allestito per la lettura e per l’ampia diffusione per mezzo della stampa.
Infine, nella tesi è stata rivolta una particolare attenzione agli ultimi fogli del manoscritto contenenti l’epitaphium e la Vita Lucani scritti da Pomponio (ff. 135v-137r), dei quali viene realizzata un’edizione critica.
La Vita Lucani del Leto si presenta come una mirabile fusione di fonti e notizie diverse: la vita antica di Vacca, gli Annales di Tacito, il Genethliacon Lucani ad Pollam di Stazio (silu. 2,7), Quintiliano ed anche versi lucanei; la fortuna di tale biografia si ebbe, in effetti, a partire dal suo inserimento, con piccole variazioni, nell’editio princeps della Pharsalia, uscita a Roma nel 1469, e divenuta, poi, base di partenza per successive copie manoscritte e a stampa.
Tale biografia costituisce un’importante novità nella storia della fortuna di Lucano, poiché è l’unica uita Lucani d’epoca umanistica ad aver avuto un discreto apprezzamento ed una buona diffusione (a differenza delle annotazioni pomponiane rimaste inedite), tanto da essere spesso affiancata e quindi equiparata per importanza, a quelle antiche.
Essa, dunque, testimonia la stima e il successo di cui godeva Pomponio Leto, anche al di fuori dell’Vrbs e attesta l’importanza e l’attenzione rivolta, durante l’Umanesimo, alla figura e all’opera di Lucano.
Realizzare, pertanto, un’edizione critica delle annotazioni di Pomponio Leto a Lucano e della biografia lucanea da lui scritta contribuisce ad una più completa ricostruzione della cosiddetta “scoliastica lucanea”, consentendo di approfondire le modalità di circolazione e di analisi dei classici durante l’Umanesimo. [a cura dell'Autore]