Knowledge, Innovation and Performance in SMEs: a new Methodology
Abstract
Il ruolo dell’innovazione ha valenza strategica nel definire la struttura competitiva
dell’impresa; l’innovazione dipende dalla capacità dell’impresa di identificare,
assimilare e sfruttare la conoscenza (knowledge) disponibile. Generalmente, la fonte
primaria di conoscenza è l’attività di ricerca e sviluppo (R&D) dal momento che questa
permette all’impresa di definire la sua capacità di assorbimento (Cohen, Levinthal,
1989); la R&D è inoltre un input strategico del percorso verso l’innovazione. Se le
dimensioni dell’impresa sono ridotte manca la capacità di dedicare risorse ingenti ad
una funzione codificata di ricerca e conseguentemente un tale fonte di knowledge non è
disponibile; nonostante ciò, l’impresa può creare e rafforzare la knowledge grazie al
capitale umano (Grant, 1996; Hodgson, 1998) ed alle reti (Becattini, 1989) sia interne
che esterne all’impresa.
Il capitale umano viene considerato secondo due distinte modalità: la prima si riferisce
all’imprenditore (Colombo, Grilli, 2005) mentre la seconda ai. Un’altra fonte sono i
network; questi danno acccesso ad informazioni che danno vita a knowledge. Due sono
i tipi di network nei quali l’impresa è coinvolta: il primo è dato dalle relazioni interne
all’impresa; il secondo tipo di network è quello esterno, ed è misurato in termini di
relazioni con le altre imprese (Becattini, 1989, Becattini et al 2009) ed altri attori, quali
fornitori, acquirenti, clienti ed altri (De Devitiis et al. 2009).
Nel presente lavoro sono stati utilizzati due modelli bivariati; il primo con l’obiettivo di
misurare l’effetto della knowledge sull’innovazione, mentre il secondo guarda alla
performance permessa dall’innovazione stessa. I risultati del primo mostrano che il
capitale umano gioca un ruolo positivo sull’innovazione e quest’ultima è anche
influenzata positivamente dalla maggiore dimensione dell’impresa, dalla formazione e
dalla partecipazione dei lavoratori alle decisioni strategiche dell’impresa; tuttavia, questi
fattori non sono significativi in termini di probabilità di aumentare i ricavi di impresa.
Questa probabilità è invece influenzata positivamente da alcune caratteristiche del
proprietario/imprenditore quali una maggiore età, precedenti esperienze lavorative di
auto-impiego; la probabilità di accrescere i ricavi di vendita dipende anche dalla vendita
dei propri prodotti su mercati non locali (diversi da quello regionale), per cui una
maggiore concorrenza è fattore di stimolo all’innovazione ed alla crescita delle vendite.
Molte imprese vedono nell’innovazione una risorsa chiave; infatti, quelle che hanno
minore probabilità di accrescere i ricavi sono spinte ad innovare allo scopo di
raggiungere le altre per ottenere un vantaggio dall’innovazione. Circostanza simile si ha
quando l’imprenditore ha un titolo di studio elevato; in questo caso l’innovazione è
elemento critico nello sforzo di raggiungere i concorrenti.
Infine, non mancano importanti implicazioni di politica economica; la prima si basa sui
risultati positivi dell’innovazione che richiedono un rafforzamento degli incentivi ma
anche un arricchimento ed allargamento delle relazioni tra le imprese (Grant, 1996)
oltre che una crescita del capitale umano all’interno delle imprese. Altra importante
implicazione si riferisce al sistema di supporto alla vendita che dovrebbe indirizzarsi
verso un ampliamento dei mercati fuori dalle regioni meridionali. In questo caso,
l’ampliamento del mercato rappresenta uno stimolo verso una maggiore competizione
ma al contempo permette la disponibilità di maggiori informazioni e conoscenze del
contesto settoriale; tutto ciò può generare una maggiore consapevolezza della necessità
di innovare per poter competere al meglio su mercati più dinamici. [a cura dell'Autore] The role of innovation in SMEs is strategic in shaping the ability of the firm to compete;
innovation depends on on the firms’ ability to identify, assimilate and exploit
knowledge from all around. Generally, an important source of knowledge is the R&D
because it helps the firm in developing an absorptive capacity (Cohen, Levinthal, 1989)
and also it is a strategic input of the path to innovation. If the firm is too small to afford
R&D expenses this important source of knowledge creation is unavailable. Nevertheless
SMEs can create and enrich knowledge thanks to human capital (Grant, 1996; Hodgson,
1998) and networks (Becattini, 1989) both inside and outside the firm itself.
Human capital is considered in two ways, the one of the entrepreneur (Colombo, Grilli,
2005) and the other of the employees. Another source of knowledge are the networks;
they give access to information that can be used in knowledge creation; there are two
main kind of networks the firm is involved: the first is the internal network made by the
relation established inside the firm (e.g. measured in terms of workers participation in
the decision process of the firm); the second is the external network, measured in terms
of relations with other firms (Becattini, 1989, Becattini et al 2009) and with other
actors, such as suppliers, buyers, and customers (De Devitiis et al. 2009).
Two different bivariate models are used; the first one aims to measure the effects of
knowledge on innovation, and the second looks at the performance gained thanks to
innovation. The results of the first model show that human capital plays a positive role
on innovation; innovation is also positively influenced by the dimension of the firm,
training and workers participation in the strategic decision; anyway, those elements are
not significant for the probability to increase sales.
The probability to increase the sales is positively influenced by owner’s/entrepreneur’s
characteristics such as a higher age and previous working experience as self-employed;
the probability is also influenced positively if the firm sells is oriented to sell its
products in non local markets (other than regional ones). Many firms found innovation a
key resource; in fact, those which are less likely to increase sales are pushed to innovate
in order to catch up the other firm and get a positive result from innovation. Something
similar happens when the entrepreneur has a high level of education; in this case
innovation is a key element in the effort of catching up competitors.
There are also some policy implication: the first one bases on the positive results of
innovation and we suggest to reinforce the incentives to innovate, but also to enrich,
enlarge and render more effective the relations within and between the firms (Grant,
1996) and enhance human capital in the firm. Another important implication refers to a
system of support to extend the market sales outside the Southern area of Italy. In this
case enlarging the market the firm will face a stronger competition but at the same time
it can have more information to analyze about its sector; this can generate an awareness
of the necessity of innovation to better face competition. [edited by Author]