The youth employment rate and the role of minimum wage, labor market policies and institutions: theory and estimates
Abstract
Crescita e previsioni del mercato del lavoro nei paesi OCSE restano desolanti per il
2015, in particolare per i giovani. La ripresa dell'occupazione modesto nel 2011 non
è continuata nel 2012: tassi di disoccupazione giovanile stagnano al 15,7% nel 2014
(OECD: Employment Outlook, 2013). Questo è ben superiore ai tassi pre-crisi,
l'11,8% nel 2007. Secondo l'OCSE, il modesto aumento del PIL previsto per il 2013
(1,2%) e la successiva lenta ripresa nel 2014 (2,3%) siano insufficienti a creare
occupazione e ridurre disoccupazione in modo sostanziale. E’ particolarmente
allarmante che 1 ogni 11 giovani sono ora disoccupati, non impegnati in percorso di
studi a tempo pieno o nel mondo del lavoro. Queste tendenze hanno contribuito a
più alti tassi di povertà e di esclusione sociale e di aumentare la polarizzazione nella
società e nel mercato del lavoro. Ad esempio, il tenore di vita è diminuita in 15 Stati
membri nel 2010 rispetto all'anno precedente (Eurostat, marzo 2013). Questi
problemi rappresentano costi sociali ed economici enormi per la società, in termini
di peggioramento dislocazione sociale, perdita di competenze, di violenza e di
criminalità, per quanto essi denotano carenze importanti per arrivare disoccupati
tornare a posti di lavoro produttivi e sostenibili, e per proteggere i giovani a rischio
di povertà. La domanda aggregata è bassa e questo spiega certamente alti livelli di
tassi di disoccupazione giovanile. Tuttavia una serie di ostacoli possono impedire
che la domanda si traduca in una maggiore occupazione per i giovani. In particolare,
la formazione professionale potrebbe non essere ben adattata alle nuove esigenze
del mercato del lavoro. Inoltre, ci potrebbero essere degli ostacoli dal lato della
domanda per l'occupazione giovanile. I datori di lavoro, per esempio, potrebbero
essere incentivati con elevati contributi previdenziali per il lavoro a basso reddito, o
di fronte salari minimi elevati. Ci potrebbe essere un sostegno sufficiente per aiutare
i giovani disoccupati a trovare lavoro.
Infine, posti di lavoro le prospettive per i giovani sono ostacolati dalla mobilità
regionale limitata in alcuni paesi dell'Europa orientale Sud dell'Europa centrale e
(OCSE, Lavoro per la gioventù, Relazione di sintesi, 2010). Questa tesi si propone di
misurare se elevati livelli di salari minimi potrebbero spiegare l'aumento dei tassi di
disoccupazione per i giovani nei paesi OCSE, considerando altri istituti del mercato
del lavoro, come ad esempio la protezione rigorosa occupazione Legislazione (EPL)
in grado di spiegare i livelli di occupazione bassi (per i giovani). Esso tiene conto
anche del ruolo pagato dalla politica del mercato del lavoro attiva, contratto
collettivo e di un salario minimo sub-giovani per i giovani. L'analisi utilizza uno
spaccato dei dati panel sui salari minimi nel periodo 2000-2011, mentre 2000-2008
per la legislazione sulla tutela dell'occupazione gli altri, e 2004-2011 per le politiche
attive del lavoro, tra cui 22 indicatori dell'OCSE. .. [a cura dell'Autore] Growth and labour market forecast in OECD countries remains bleak for 2013, especially for
youth. The modest employment recovery in 2011 did not continue in 2012: youth
unemployment rates stagnated at 15.7% in 2014 (OECD: Employment Outlook, 2013). This is
well above pre-crisis rates, 11.8% in 2007. According to the OECD, the modest increase in
GDP forecasted for 2013 (1.2%) and the subsequent slow recovery in 2014 (2.3%) will be
insufficient to create employment and reduce unemployment in a substantial way.It is
particularly alarming that one every 11 young people are now unemployed, not in full time
studies or in employment. Also youth have lower access to unemployment benefits that
adults, for lack of employment history (OECD, 2010, off to a Good Start, Jobs for Youth
Synthesis Report). These trends have contributed to higher rates of poverty and social
exclusion and increasing polarization in society and in the labour market. For instance,
living standards decreased in 15 Member States in 2010 with respect to the year before
(Eurostat, March 2013). These issues represent tremendous social and economic costs to
society, in terms of worsening social dislocation, skills loss, violence and crime, as much as
they denote important failures to get unemployed back to productive and sustainable jobs,
and to protect youth at risk of poverty. Aggregate demand is low and this certainly explains
high levels of youth unemployment rates. However a number of barriers may prevent that
demand translate into higher employment for youth. In particular, vocational training might
not be well adapted to changing labour market requirements. In addition, there could be
demand-side obstacles to youth employment. Employers, for example, might be faced with
high social security contributions for low-paid work, or face high minimum wages. There
might be insufficient support to help the young unemployed to find work. Finally, jobs
prospects for youth are hampered by limited regional mobility in some countries of Central
and Eastern Europe and South Europe (OECD, Jobs for Youth, Synthesis Report, 2010). This
thesis seeks to measure whether high levels of minimum wages could explain rising
unemployment rates for youth in OECD countries, other things equal. It also looks at
whether other labour market institutions, such as strict Employment Protection Legislation
(EPL) can explain low employment levels (for youth). It takes into account also the role paid
by active labour market policy, collective agreement and a youth sub-minimum wage for youth. The analysis uses a cross-section of panel data on minimum wages over the period
2000 to 2011, while from 2000 to 2008 for others employment protection legislation, and
from 2004 to 2011 for active labour market policies indictors, including 22 OECD. .. [edited by Author]