La declinabilità didattica del group-based early start Denver model (G-ESDM) nella scuola dell'infanzia
Abstract
Il disturbo dello spettro autistico è oggi il fenomeno più studiato nel mondo, la sua
complessità ed il mistero che da sempre lo ha avvolto hanno fatto si che nel tempo tutti i
domini di ricerca si interessassero alsuo studio ed approfondimento. Nonostante i progressi
scientifici e le sofisticate tecnologie sviluppate per lo studio del genoma umano e del
funzionamento cerebrale le cause restano ancora ignote. Sempre più si sostiene la tesi che
alla base del disturbo vi sia una multifattorialità eziologica difficile da comprendere ed
interpretare. Tutti i Paesi del mondo sono però concordi nell’affermare che un ruolo cruciale
per le persone con disturbo dello spettro autistico rivestono i modelli e i programmi di
intervento educativi precoci. Laddove non è possibile individuare ed intervenire sulle cause
del disturbo, sull’uomo grava la responsabilità di assicurare alle persone, ma in primis ai
bambini, con disturbo dello spettro autistico adeguate misure di intervento, sostegno e
sviluppo in un’ottica di orientamento permanente e di long-life learning.
La necessità avvertita all’interno del contesto nazionale è quella di individuare,
attraverso specifiche attività di ricerca, “buone pratiche educative” per gli studenti con
disturbo dello spettro autistico, al fine di poterle, poi, proporre ai docenti curricolari e di
sostegno per il miglioramento delle loro competenze operative. Sul territorio nazionale si
sono avviate interessanti ricerche volte a sperimentare la possibile applicazione di interventi
nati in ambito internazionale. In realtà molti degli interventi si collocano su un livello
clinico-terapeutico – si pensi all’ABA, al Discrete Trail Training, al Verbal Behavior
Teaching, al Developmental, Individual-differences, Relationship-based model – poiché i
corsi che vengono proposti puntano a formare terapisti in grado di lavorare in un rapporto
one-to-one con i bambini con autismo. Altri interventi, invece, sono stati approfonditi e
sperimentati all’interno del contesto educativo – si pensi all’Augumentative and Alternative
Communication, al Picture Exchange Communication System, al Video-modeling – e
forniscono ai docenti utili linee guida per poter lavorare con i bambini con disturbo dello
spettro autistico. Tra i modelli di intervento sviluppati a livello internazionale, e suggeriti dal
Ministero nei corsi di formazione per i docenti, emerge l’Early Start Denver Model, modello
di intervento globale, intensivo e precoce per bambini con disturbo dello spettro autistico
sviluppato da Sally J. Roger e Geraldine Dawson. Esso è considerato evidence-based
practice ed ingloba al suo interno modelli evolutivo-relazionali con tecniche e pratiche
dell’Applied Behavioral Analysys e del Pivotal Responsive Training.
A partire da tale modello nel 2017 è stato sviluppato, da Giacomo Vivanti, Ed
Duncan, Geraldine Dawson e Sally J. Rogers, il Group-Based Early Start Denver Model, modello di intervento implementabile nella scuola dell’infanzia e rivolto a bambini con
autismo. Proprio tu tale modello si concentra lo studio di fattibilità presentato all’interno
del presente lavoro.
Il lavoro di ricerca si configura come studio di fattibilità volto ad indagare, attraverso
l’analisi della letteratura scientifica di riferimento, l’accettabilità, l’implementazione,
adattamento ed integrazione del Group-Based Early Start Denver Model all’interno della
scuola dell’infanzia italiana.
Uno studio di fattibilità condotto a partire dall’analisi degli elementi presentati
rappresenta, in accordo con i principi dell’Index For Inclusion, il primo passo per lo
sviluppo di una possibile ricerca futura: prima ancora di progettare una sperimentazione in
ambito didattico è indispensabile riflettere sulle teorie che sono alla base del modello, sui
valori socio-culturali che il modello di intervento contiene, sui vincoli politici e legislativi
che ne potrebbero ostacolare la sperimentazione e la declinabilità. [a cura dell'Autore] The Autism Spectrum Disorder is today the most studied phenomenon in the world, its complexity and the mystery that has always enveloped it have meant that over time all the research domains were interested in its study. Despite the scientific advances and the sophisticated technologies developed for the study of the human genome and of brain functioning, the causes of the ASD remain unknown. However, all the Countries of the world are in agreement that a crucial role for people with autism spectrum disorder are the early educational models and early intervention programs. Where it is not possible to identify and intervene on the causes of the disturbance, the human responsibility bears the responsibility to ensure people, but primarily children, with autism spectrum disorder adequate measures of intervention, support and development in a perspective of permanent guidance and of long-life learning.
The need felt within the national context is to identify, through specific research activities, "good educational practices" for students with autism spectrum disorder, in order to be able then to propose to the curriculum teachers and support for the improvement of their operational skills. On the national territory, interesting research has begun to experiment the possible application of interventions born in the international field. In fact, many of the interventions are on a clinical-therapeutic level - ABA, Discrete Trail Training, Verbal Behavior Teaching, Developmental, Individual-differences, Relationship-based model - because the courses that are proposed aim at train therapists able to work in a one-on-one relationship with children with autism. Other interventions, on the other hand, have been deepened and experimented within the educational context - Augmentative and Alternative Communication, Picture Exchange Communication System, Video-modeling - and provide teachers with useful guidelines for working with children with autism spectrum disorder.
Among the intervention models developed at international level, and suggested by the Ministry in training courses for teachers, the Early Start Denver Model emerges, a model of global intervention, intensive and early for children with autism spectrum disorder developed by Sally J. Roger and Geraldine Dawson. It is considered evidence-based practice and incorporates evolutionary-relational models with techniques and practices of Applied Behavioral Analysis and Pivotal Responsive Training.
Starting from this model in 2017 it has been developed, by Giacomo Vivanti, Ed Duncan, Geraldine Dawson and Sally J. Rogers, the Group-Based Early Start Denver Model, intervention model implemented in kindergarten and aimed at children with autism. It is precisely this model that focuses on the feasibility study presented in this work.
The research work is configured as a feasibility study aimed at investigating, through the analysis of the scientific literature of reference, the acceptability, implementation, adaptation and integration of the Group-Based Early Start Denver Model within the school of Italian childhood.
A feasibility study conducted starting from the analysis of the presented elements represents, in agreement with the principles of the Index for Inclusion, the first step for the development of a possible future research: even before planning an experimentation in the didactic field it is essential to reflect on the theories underlying the model, on the socio-cultural values that the intervention model contains, on the political and legislative constraints that could hinder experimentation and declinability. [edited by Author]