«Io, che abbia da scrivere e da leggere, sto bene dappertutto». Prolegomeni alla biblioteca personale di Cesare Pavese
Abstract
L’articolo offre una prima ricognizione generale
della biblioteca appartenuta a Cesare Pavese, oggi
conservata presso il Centro Studi Interuniversitario
“Guido Gozzano-Cesare Pavese” dell’Università
di Torino. A partire dai primi inventari redatti in
Casa editrice all’indomani della morte dello scrittore e dalla successiva catalogazione dei volumi
confluiti nel Fondo Sini e nel Fondo Einaudi, l’ingente patrimonio librario è messo in relazione con
i registri di prestito della Biblioteca Nazionale di
Torino. Particolare attenzione è riservata poi
all’analisi delle postille autografe, annotate sulle
pagine di Seneca, Leopardi, D’Annunzio e Manzoni, al pari degli appunti e dei segni di lettura presenti sui manuali scolastici, custoditi presso il Centro Studi torinese. The article provides a systematic survey of Cesare
Pavese’s personal library, preserved at the Centro
Studi Interuniversitario “Guido Gozzano-Cesare
Pavese” of the University of Turin, and examines it
as a primary source for the study of the author’s
reading practices and intellectual formation. Building on the earliest inventories compiled after Pavese’s death, as well as on the subsequent cataloguing of the volumes incorporated into the Fondo Sini
and the Fondo Einaudi, the study places this substantial corpus in dialogue with the hitherto unpublished lending registers of the National Library
of Turin. Particular attention is devoted to marginalia and reading traces in volumes by Seneca, Leopardi, D’Annunzio, and Manzoni, as well as in
school textbooks.
URI
https://sinestesieonline.it/wp-content/uploads/2026/03/gatto_gennaio2026.pdfhttp://elea.unisa.it/xmlui/handle/10556/9291
