Il fiore reciso e la falce. Semantica figurata della morte prematura dall'Eneide ai Promessi Sposi
Abstract
Nato nel contesto di una più vasta ricerca sull’intertestualità virgiliana nei Promessi sposi, il presente saggio indaga la memoria di specifici passi
dell’Eneide all’interno del romanzo manzoniano
in relazione alla morte innocente e prematura, un
tema comune ai due autori che trova il suo correlativo letterario-naturalistico nella similitudine
del fiore reciso, elemento centrale di una «botanica volta al patetico». Lo studio si concentra sul
trittico famigliare di Cecilia, descritto nel cap.
XXXIV dei Promessi sposi, in un’analisi che muove
dalle memorie linguistiche e tematiche per cogliere l’apporto semantico veicolato dalle reminiscenze eneadiche, in particolar modo degli episodi
della morte di Eurialo e Pallante. Developed within the context of a broader study
on Virgilian intertextuality in The Betrothed, this
essay investigates the memory of specific passages
from the Aeneid within Manzoni’s novel, particularly concerning the theme of innocent and premature death. This common subject finds its literary-naturalistic correlative in the simile of the cut
flower, a central element of the «botany aimed at
the pathetic» («botanica volta al patetico»). The
study focuses on the familial triptych of Cecilia
(Chapter XXXIV), analyzing linguistic and thematic echoes to determine the semantic contribution conveyed by the Aeneid’s reminiscences, specifically the death episodes of Euryalus and Pallas.
URI
https://sinestesieonline.it/wp-content/uploads/2026/03/Falco_gennaio2026.pdfhttp://elea.unisa.it/xmlui/handle/10556/9292
