Book Review. Per una sociologia algomorfica: il ruolo degli algoritmi nei mutamenti sociali (di Edmondo Grassi, FrancoAngeli, 2024)
Abstract
Il volume Per una sociologia algomorfica: il ruolo degli algoritmi nei mutamenti socialidi Edmondo Grassi si inserisce nel contesto del dibattito scientifico sulla ricerca etica relativa al rapporto tra essere umano e Intelligenza Artificiale. Questa recensione discute il contributo dell’autore mettendo in risalto il nucleo teorico–arricchito da spunti giuridico-legislativi e immaginifici–della necessità di una nuova morfogenesi sociale che non includa più solo l’essere umano ma anche la tecnologia dell’IA, posizionandola all’interno di un quadro volto ad accrescerne conoscenza e consapevolezza. L’autore, infatti, descrive i nuovi algoritmi intelligenti–dai RPA, ai LLM, fino ai NLP–con il neologismo “algoagente”, evidenziando come questi siano in grado di co-agire con l’essere umano nella (ri)costruzione dei significati. La pubblicazione gode di ampio respiro sociologico, che combina teorie classiche e recenti, offrendo un proficuo dialogo tra passato e presente e rendendo, così, solide le argomentazioni espresse. In conclusione, l’opera evidenzia la necessità di adottare una prospettiva postantropocentrica per liberare spazio sociale a entità algomorfiche, pur sollevando interrogativi nei confronti della linea epistemologica da seguire nello sviluppo del concetto di deantropomorfizzazione. L’opera di Grassi si inserisce, infine, nel dibattito scientifico di interesse sia teorico che pratico di affiancamento e direzionamento dei futuri sviluppi tecnici di queste tecnologie. EdmondoGrassi’s book Per una sociologia algomorfica: il ruolo degli algoritmi nei mutamenti socialiis part of the scientific debate on ethical research into the relationship between humans and Artificial Intelligence. This review discusses the author’s contribution, highlighting the theoretical core–enriched by legal, legislative, and imaginative insights–of the need for a new social morphogenesis that no longer includes only humans but also AI technology, positioning it within a framework aimed at increasing knowledge and awareness. The author describes new intelligent algorithms–from RPA to LLM to NLP–with the neologism “algoagente” (algoagent), highlighting howthey can co-act with humans in the (re)construction of meanings. The publication has a broad sociological scope, combining classical and recent theories, offering a fruitful dialogue between past and present and thus solidifying the arguments expressed. In conclusion, the work highlights the need to adopt a post-anthropocentric perspective to create social space for algomorphic entities, while raising questions about the epistemological line to follow in the development of the concept of deanthropomorphization. Finally, Grassi’s work fits into the scientific debate of both theoretical and practical interest in supporting and directing the future technical developments of these technologies.
