Una “lezione urbinate” ante litteram: Zanzotto, Montale e Volponi
Abstract
Il 6 aprile 1980 Zanzotto scrive a Volponi inviandogli una fotocopia del suo articolo A proposito
di una conversazione con Montale (uscito sulla
rivista «Nuova Antologia», nel 1980). Non si
tratta solo di rettificare il precedente Conversazioni con Montale di Domenico Porzio («Nuova
Antologia», 1979), ma di approfondire e condividere il proprio pensiero sulla società e, ovviamente, sul ruolo della poesia e del poeta stesso. La
lettera svela i retroscena di una “lezione urbinate”
ante litteram: nel 1971, ad Urbino, Zanzotto e Volponi hanno probabilmente seguito insieme un
Simposio di semantica al quale è intervenuto
René Thom. Il matematico francese viene poi citato e approfondito da Zanzotto, a distanza di
quasi dieci anni, sia nella conversazione con Montale sia, per lettera, con Volponi: egli affronta le
ripercussioni sociali e ideologiche della famosa
“teoria delle catastrofi”, applicata alla società italiana dell’epoca. Il documento d’archivio ricostruisce un milieu culturale in cui poesia, filosofia
e scienza contribuiscono a un audace tentativo di
unificazione del sapere. Tre grandi poeti e maestri
del Novecento, grazie ad una conversazione (per
quanto a distanza), confermano così la loro partecipazione, tutt’altro che incerta, alla realtà in
cui vivono. On the 6th of April 1980, Zanzotto sends a letter to
Volponi with a copy of his article A proposito di
una conversazione con Montale (About a conversation with Montale, published in the magazine
«Nuova Antologia» in 1980). What is at stake is
not only a revision of the previous Conversazioni
con Montale by Domenico Porzio (Conversations
with Montale, «Nuova Antologia», 1979), but the
deepening and sharing of his own thought on society and, of course, on the role of poetry and of
the poet himself. The letter reveals the background details of an ante litteram “Urbino lesson”:
in 1971, Zanzotto and Volponi probably attended
together in Urbino a Symposium on semantics in
which René Thom took part. The French mathematician’s work is then cited and explored by Zanzotto, almost ten years later, both in conversation with Montale and by letter with Volponi:
Zanzotto addresses the social and ideological repercussions of the famous “catastrophe theory,”
applied to the Italian society of the time. The archival document reconstructs a cultural milieu in
which poetry, philosophy, and science contribute
to a bold attempt at unifying knowledge. Thanks
to a conversation (albeit at a distance), three
great poets and masters of the twentieth century
thus confirm their active engagement in the reality of their time.
URI
https://sinestesieonline.it/wp-content/uploads/2026/05/07_Giulietti.pdfhttp://elea.unisa.it/xmlui/handle/10556/9347
