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dc.date.accessioned2026-06-22T10:57:56Z
dc.date.available2026-06-22T10:57:56Z
dc.descriptionC. De Vecchis, “Panel 10 - Prevenire le catastrofi della memoria, costruire competenze: public history, media literacy e intelligenza artificiale nell’ecosistema informativo"; “L’età della disinformazione. Riflessioni tra passato, presente e futuro” (F. Meschini); “Antidoti alle nuove catastrofi informative nell’era delle intelligenze artificiali generative: spunti per la public history dal “global field” bibliotecario” (D. Orrù); “Supercharged by AI: una mostra, un percorso, un dispositivo di consapevolezza per singoli e comunità” (M. Fontanin) in Scuotere la storia. Public History e ricostruzione. AIPH 2026 - Book of Abstracts, VIII Conferenza Nazionale dell’Associazione Italiana di Public History, Udine, 8-12 giugno 2026, AIPH Associazione Italiana di Public History, 2026, pp. 71-76it_IT
dc.description.abstractNell’attuale “età della frammentazione” orientarsi tra narrazioni concorrenti è una competenza civica cruciale. Storia recente e attualità politica mostrano quanto la vulnerabilità delle società contemporanee dipenda dalla capacità d’interpretare criticamente il passato: dalle riletture strumentali dei conflitti alle mitologie identitarie che circolano nel dibattito pubblico, il rischio di derive semplificatorie è alto, persino con ripercussioni sulla tenuta degli ordinamenti democratici. Nel quadro s’inserisce l’intelligenza artificiale, che amplifica la produzione di contenuti sintetici, rendendo più urgente la capacità di distinguere tra ricostruzione critica e simulazione persuasiva, di riconoscere “allucinazioni”, pregiudizi algoritmici, disinformazione. Anche l’interpretazione del patrimonio culturale è a rischio, con ricadute che vanno oltre il danno materiale e incidono sulla memoria collettiva. Per la public history emerge un paradosso: alcuni dei suoi presupposti o delle esigenze da cui è nata (democratizzazione della storia, processi partecipativi, riconoscimento di ‘storie’ marginalizzate, rafforzamento del senso di appartenenza) rappresentano oggi altrettanti fattori di rischio di distorsioni e oblii selettivi, se le pratiche di PH non si accompagnano a circuiti virtuosi di trasmissione di competenze trasversali. D’altra parte, proprio dove l’attenzione pubblica è intermittente, polarizzata, o sfiduciata verso storia e scienza, occorre non cedere al catastrofismo e ripensare modelli, istituti, approcci. La media literacy, dando strumenti per restituire profondità storica a un presente che consuma rapidamente i propri significati, diventa presidio culturale e dispositivo di resilienza democratica, capace di sostenere la comprensione dei contesti, contrastare la perdita di autorialità e accompagnare la co-autorialità, preservare la complessità come bene comune. Il ruolo dei professionisti dell’informazione è dunque chiamato in causa. Il panel, composto da accademici, bibliotecari, formatori, propone una riflessione trasversale e – a partire da un inquadramento teorico – presenta progetti di media & AI literacy su scala nazionale e internazionale, che coinvolgono diversi pubblici e possono integrarsi con pratiche di PH, in un dialogo necessario tra competenze alleate per “scuotere la storia” nel senso di trarne consapevolezza – non per farla tremare.it_IT
dc.description.abstractIn today’s “age of fragmentation,” critically engaging with competing narratives has become a crucial civic skill. Recent history and current politics reveal how vulnerable contemporary societies are when they lose the critical interpretation of the past: from instrumental reframing of conflicts to identity-driven mythologies circulating in public debate, the risk of distortions is high. Artificial intelligence intensifies this vulnerability by accelerating the production of synthetic content and making it more urgent to distinguish critical reconstruction from persuasive simulation, to recognize hallucinations, algorithmic bias, and disinformation. Even cultural heritage interpretation is exposed, with consequences that reach beyond material damage and shape collective memory. Public history faces a paradox: some of the very principles that inspired its development – democratizing history, fostering participation, giving voice to marginalized stories, strengthening communities – can now become risk factors for selective distortions and strategic erasures, unless PH practices are paired with robust transversal competencies. Yet in a landscape where public attention is intermittent, polarized, or distrustful of history and science, catastrophism is not an option. Media literacy offers tools to restore historical depth: by supporting contextual understanding, countering the erosion of authorship, and enabling co-authorship while preserving complexity as a common good, it becomes a powerful device for democratic resilience. This places information professionals at the center of the challenge. The panel – bringing together scholars, librarians, and educators – offers a crossdisciplinary reflection and presents national and international media & AI literacy projects that engage diverse publics and can be integrated with PH practices. The goal is to “shake history” in the sense of awakening awareness, not making it tremble.it_IT
dc.language.isoitit_IT
dc.language.isoenit_IT
dc.rightsCC BY-ND 4.0it_IT
dc.relation.ispartofjournalScuotere la storia. Public History e ricostruzione. AIPH 2026 - Book of Abstractsit_IT
dc.identifier.citationChiara De Vecchis, “Panel 10 - Prevenire le catastrofi della memoria, costruire competenze: public history, media literacy e intelligenza artificiale nell’ecosistema informativo" in Scuotere la storia. Public History e ricostruzione. AIPH 2026 - Book of Abstracts, VIII Conferenza Nazionale dell'Associazione Italiana di Public History, Udine, 8-12 giugno 2026, AIPH Associazione Italiana di Public History, 2026, pp. 71-76it_IT
dc.titlePanel 10 - Prevenire le catastrofi della memoria, costruire competenze: public history, media literacy e intelligenza artificiale nell'ecosistema informativoit_IT
dc.sourceUniSa. Sistema Bibliotecario di Ateneoit_IT
dc.contributor.authorDe Vecchis, Chiara
dc.contributor.authorMeschini, Federico
dc.contributor.authorOrrù, Damiano
dc.contributor.authorFontanin, Matilde
dc.date.issued2026
dc.identifier.urihttps://aiph.hypotheses.org/files/2026/04/BoA-Udine-2026-def.pdfit_IT
dc.identifier.urihttp://elea.unisa.it/xmlui/handle/10556/9385
dc.publisherAIPH - Associazione Italiana di Public Historyit_IT
dc.typeOtherit_IT
dc.format.extentP. 71-76it_IT
dc.identifier.isbn9788894410877it_IT
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