Dalla damnatio memoriae al diritto all'oblio: la prevenzione penale tra diritto all'informazione e labelling approach
Abstract
Il presente contributo si propone di indagare la complessa metamorfosi della damnatio memoriae, analizzandone l'evoluzione da ancestrale strumento sanzionatorio del diritto romano a moderna istanza di tutela della personalità. Muovendo da una prospettiva storico-giuridica, l'indagine mette in luce un radicale ribaltamento dei valori nel tempo. Se nell’antichità classica l’aspirazione all'eternità del ricordo rendeva la condanna all'oblio la pena più infamante e temuta, l’odierna civiltà dell’algoritmo e della
persistenza digitale ha invertito queste polarità. Nell'attuale ecosistema dell'ipermnesia,
dove ogni frammento dell'agire umano viene cristallizzato in un eterno presente, il
cittadino non ricerca più la gloria della posterità, ma la salvaguardia della propria
riservatezza attraverso l'obliterazione selettiva dei dati. The paper aims to reflect the complex metamorphosis of damnatio memoriae, analyzing
its evolution from an ancestral sanctioning instrument of Roman law to a modern
prerogative for the protection of personality. Adopting a solid historical-juridical
perspective, the study highlights a radical reversal of values over time. While in classical
antiquity the aspiration for eternal remembrance made the condemnation to oblivion the
most infamous and feared penalty, today’s civilization of algorithms and digital
persistence has inverted these polarities. In the current ecosystem of hypermnesia, where every fragment of human action is crystallized in an eternal present, the citizen no longer seeks the glory of posterity, but rather the safeguard of their own privacy through the selective obliteration of data.
