Gozzi «dolcemente» satirico: i Sermoni tra misura oraziana e crisi della Venezia settecentesca
Abstract
Il saggio propone una rilettura critica dei Sermoni di Gasparo Gozzi, testo cardine della produzione satirica italiana del secondo Settecento,
troppo spesso relegato a una posizione minore rispetto al Giorno di Giuseppe Parini. Muovendo dal
dibattito teorico sulla satira avviato da Muratori
e proseguito, in termini più radicali, da Bettinelli,
si ricostruisce la genesi culturale di un’opera che
sceglie consapevolmente la medietas oraziana
come principio formale ed etico. Attraverso il confronto sistematico con Parini, l’analisi delle fonti
classiche (Orazio, Giovenale, Dante) e delle tematiche dominanti quali la satira dei costumi, la polemica letteraria e l’autobiografismo elegiaco, si
mostra come i Sermoni traducano in forma poetica la postura intellettuale di mediazione che caratterizza l’intera parabola di Gozzi, sospeso tra
fedeltà alla tradizione classicistica veneziana e
una cauta, non sistematica, apertura alle istanze
del secolo dei Lumi. Si propone infine una rivalutazione della fortuna critica dell’opera, dal giudizio ottocentesco di Carducci fino ai più recenti
studi che ne hanno riconosciuto la portata di
anello di congiunzione tra classicismo settecentesco e sensibilità elegiaca leopardiana. This essay offers a critical reassessment of Gasparo Gozzi’s Sermoni, a key work of Italian satirical writing in the second half of the eighteenth
century, too often relegated to a secondary position in comparison with Giuseppe Parini’s Il
Giorno. Beginning with the theoretical debate on
satire initiated by Muratori and subsequently developed in more radical terms by Bettinelli, the essay reconstructs the cultural genesis of a work
that consciously adopts Horatian medietas as
both a formal and ethical principle. Through a systematic comparison with Parini, an examination
of classical sources (Horace, Juvenal, and Dante),
and an analysis of such dominant themes as the
satire of manners, literary polemic, and elegiac
autobiographical writing, the essay shows how
the Sermoni give poetic form to the intellectual
stance of mediation that characterizes Gozzi’s entire trajectory, poised between fidelity to the Venetian classicist tradition and a cautious, unsystematic openness to the intellectual currents of the
Enlightenment. Finally, the essay proposes a reassessment of the work’s critical reception, from
Carducci’s nineteenth-century appraisal to more
recent studies that have recognized its role as a
link between eighteenth-century classicism and
Leopardi’s elegiac sensibility.
