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dc.date.accessioned2014-07-01T14:14:50Z
dc.date.available2014-07-01T14:14:50Z
dc.description2012 - 2013en_US
dc.description.abstractThe aim of this Doctoral work is double: (a) to offer the complete edition of three important distinctiones – the second, the third and the eighth – coming from the Sentence Commentary of the Franciscan John of Ripa, who lectured in Paris in the period 1354-1358. These three distinctiones constitute a homogeneous group of questions dealing with the metaphysical issues of the existence and nature of God (immensitas) in its distinction from the nature of created beings (infinitas/finitas), together with the original mechanism called replicatio unitatis divinae which regulates the generation of all created beings [Distinctio 2], the analogy between God and creatures, with the lucid restriction – consciously elaborated after Duns Scotus – of the univocity in the sole created domain [Distinctio 3], and the formal distinction between all the perfectiones originally contained in the divine essence, which do not introduce any form of multiplicity in the Unity of the supersimplex (immensa) divine essence [Distinctio 8]; (b) to offer an elaborated study of the themes present in these distinctiones, not only regarding to Ripa’s thought, but also through the analysis of related philosophical perspectives (Hugolinus of Orvieto, Pierre Ceffons, John of Mirecourt, Francis de Mayronis, Francis of Appignano, Gregory of Rimini and William of Ockham). This duplex intent is reflected in the two volumes which compose this thesis, which aims to discover the thought of a long-time underestimated philosopher. [edited by Author]
dc.description.abstractL’obbiettivo di questa tesi di Dottorato (dal titolo ‘La metafisica di Giovanni da Ripa. Le distinctiones 2, 3 ed 8 del Commento Sentenziario: edizione del testo e studio dottrinale. 2 voll.’) è duplice: (a) da un lato fornire l’edizione completa delle distinzioni 2, 3 ed 8 Commento Sentenziario del francescano Giovanni da Ripatransone, elaborate a Parigi negli anni compresi tra il 1354 e il 1358, e che costituiscono – dal punto di vista speculativo – un gruppo omogeneo di distinzioni dedicato ai grandi temi metafisici dell’esistenza e della natura di Dio (immensitas supersemplice e priva di latitudo) distinta dalla natura del dominio creaturale (infinitas/finitas sempre misurabili per mezzo di latitudo o latitudines), unitamente alla formulazione dell’innovativo meccanismo ripiano della replicatio unitatis divinae come teoria volta a spiegare l’origine degli enti a partire dalle originali perfectiones contenute nell’essenza divina [Distinctio 2], al rapporto di analogia che lega Dio a qualsivoglia ente creato cui si affianca la matura e consapevole restrizione (posteriore alla speculazione di Giovanni Duns Scoto) dell’univocità metafisica al solo dominio creaturale [Distinctio 3], nonché all’approfondimento complementare della distinzione formale attiva tra le perfezioni originariamente contenute nell’essenza divina e che stanno alla base del meccanismo della replicatio unitatis divinae, distinzione formale che – unitamente alla distinzione tra immensitas divina ed infinitas creaturale – garantisce la piena e completa unità supersemplice dell’essenza divina distinta dalla molteplicità che intrinsecamente caratterizza qualunque ente creato [Distinctio 8]; (b) dall’altro lato offrire uno studio dottrinale, strutturato come un commento il più possibile fedele delle tesi contenute all’interno di queste distinctiones, che si sviluppi attraverso l’analisi non soltanto della dottrina genuinamente ripiana, ma anche delle altrettanto poco note riflessioni dei Dottori contemporanei di Ripa (Ugolino di Orvieto, Pietro Ceffons, Giovanni di Mirecourt) e degli immediati predecessori (Francesco di Meyronnes, Francesco d’Appignano, Pietro di Tommaso), oltre che dei già accuratamente studiati Giovanni Duns Scoto, Guglielmo di Ockham e Gregorio da Rimini, Autori che concorsero attivamente, nel vivace dibattito trecentesco, a forgiare il pensiero di Giovanni da Ripa. Tale duplice intento trova espressione nei due volumi che compongono questa tesi, volta a riscoprire – attraverso l’edizione del testo e lo studio delle dottrine ivi contenute – la potenza di un pensiero metafisico a lungo ignorato. [a cura dell'Autore]en_US
dc.language.isoiten_US
dc.subject.miurM-FIL/08 STORIA DELLA FILOSOFIA MEDIEVALEen_US
dc.contributor.coordinatoreD’Onofrio, Giulioen_US
dc.description.cicloXII n.s.en_US
dc.contributor.tutorFiorentino, Francescoen_US
dc.contributor.tutorGrassi, Onoratoen_US
dc.contributor.cotutorGhisalberti, Alessandroen_US
dc.identifier.DipartimentoScienze del Patrimonio Culturaleen_US
dc.titleLa metafisica di Giovanni da Ripa. Le distinctiones 2, 3 e 8 del Commento Sentenziario: edizione del testo e studio dottrinaleen_US
dc.contributor.authorNannini, Andrea
dc.date.issued2014-05-19
dc.identifier.urihttp://hdl.handle.net/10556/1447
dc.identifier.urihttp://dx.doi.org/10.14273/unisa-292
dc.typeDoctoral Thesisen_US
dc.subjectMetafisicaen_US
dc.subjectLatitudoen_US
dc.subjectImmensitasen_US
dc.publisher.alternativeUniversita degli studi di Salernoen_US
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