Il volto della diva. Trucco, espressività e costruzione dell’immagine femminile nel cinema muto italiano
Abstract
Il contributo analizza il ruolo del make-up nella
costruzione dell’immagine divistica nel cinema
muto italiano degli anni Dieci, confrontando
Francesca Bertini, Lyda Borelli e Pina Menichelli.
Attraverso un’analisi filmica e iconografica, mostra come il trucco, in assenza della parola, contribuisca all’espressività, alla definizione dei personaggi e dell’immagine pubblica delle dive, anticipando dinamiche della cultura visiva contemporanea. This paper examines the role of make-up in constructing the divistic image in Italian silent cinema of the 1910s, comparing Francesca Bertini,
Lyda Borelli, and Pina Menichelli. Through filmic
and iconographic analysis, it shows how make-up,
in the absence of speech, shapes expressivity, characterisation, and the divas’ public image, prefiguring dynamics of contemporary visual culture.
Related items
Showing items related by title, author, creator and subject.
-
«In verità le sue didascalie furono una palla di piombo». La collaborazione tra d’Annunzio e Pastrone alla luce di una nuova fonte d’archivio
Alovisio, Silvio (Avellino : Associazione culturale Internazionale Sinestesie, 2020)Alla luce di alcuni inediti documenti d’archivio il contributo propone una nuova lettura del rapporto tra Gabriele d’Annunzio e Giovanni Pastrone nell’intricata lavorazione del film Cabiria (1914). -
È stato il figlio. L’influenza di Monicelli su Ciprì
Broccio, Emanuele (Avellino : Associazione culturale Internazionale Sinestesie, 2019)This paper offers a comparative reading of the film È stato il figlio by Daniele Ciprì through several accurate references to Un borghese piccolo piccolo by Monicelli. The analysis subsequently reveals how the Palermitan ... -
«Intorcinata come un budello»: per un «misenabismo» della cultura novecentesca
Allasia, Clara (Avellino : Associazione culturale Internazionale Sinestesie, 2019)Il saggio si propone di indagare il rapporto fra due autori apparentemente molto distanti come Edoardo Sanguineti e Michele Mari, da un lato esaminando il loro modo di intendere la lingua, la tradizione letteraria e ...



