I connotati degli avi. Architettura di pietra, architettura sociale in Sipario ducale
Abstract
In Sipario Ducale Paolo Volponi affronta la realtà italiana a partire dalla specola amata-odiata della sua città. In questo saggio le architetture urbinati, e in particolare il palazzo Oddi-Semproni, sono interpretate come elementi salienti della drammaturgia sociale inscenata nel libro. In quegli edifici dimorano tutte le contraddizioni di una terra, e di un intero Paese, narcotizzati da due illusioni convergenti: l’eterno mito signoril-cortigianesco
e una modernità di massa vacua e fantasmagorica. In Sipario Ducale Volponi displays the Italian social situation from the loved-hated observatory of his city, Urbino. In this essay the architecture of the city of the Duchi, and in particular the Oddi-Semproni palace, are interpreted as salient elements of the social dramaturgy staged in the book. In this ancient building dwell all the contradictions of a region, and of an entire country, narcotized by two converging illusions: the eternal noblecourtier myth and the vacuous, phantasmagorical quality of mass modernity.
