Luciano di Samosata, De saltatione: la traduzione latina di Atanasio Calceopulo. Introduzione, testo e commento
Abstract
The present work proposes an ediction of ms. Par. gr. 3013, containing Atanasio Calceopulo's
dedicatory letter to Antonello Petrucci, Ferrante I d'Aragona's first secretary; the first latin
translation of Lucian's de saltatione and his greek text.
The critical text is preceded by an introduction in which, in primis, is given account of
translator's biographic and cultural profile, Atanasio Calceopulo and, later, of destinatary's
biographic and cultural profile Antonello Petrucci. It has then been faced the problem of the
datation of the manuscript at issue, underlining links between Parigino's letter of dedication,
whose translation is given in appendix, and the dedicatory letter of ms. Ox. Bodl Canon. gr. 108,
containing the latin version of the basilian omely In Principium Proverbium, translated by
Calceopulo and destined for Petrucci.
Before recording, schematically, our translator's analyzed through a constant comparison
between the latin text translation and lucian's greek text as published in the modern critical
editons of reference (Nilèn 1906; Harmon 1936; Macleod 1972; Bompaire 1993), it has been
necessary to provide a bit of general information on Lucian's textual tradition and his works
success, reconstructing, moreover, the plausible events that would have conducted the ms. from
Naples to Paris.
The introduction is concluded with a short contextualization of ms. in the range of cultural
politic before the Aragonese Court where, probably, it had to be practiced a kind of
rappresentative dance very similar to pantomime of which Lucian treats in his De Saltatione.
The critic text is then followed by a commentary from which emerges: relationship between
latin transaltion and lucianian manuscript tradition; eventual links between Calceopulo's latin
text and the greek text postponed to translation; the kynd of translation and the translator's
lexical peculiarities. [edited by Author] Il presente lavoro propone un’edizione del ms. Par. gr. 3013, contenente l’epistola dedicatoria di Atanasio Calceopulo per Antonello Petrucci, primo segretario di Ferrante I d’Aragona; la prima traduzione latina del De saltatione di Luciano e il suo testo greco.
Il testo critico è preceduto da un’introduzione in cui si dà conto, in primis, del profilo biografico e culturale del traduttore, Atanasio Calceopulo e, in seguito, del profilo biografico e culturale del destinatario, Antonello Petrucci. Si è poi affrontato il problema della datazione del manoscritto in questione, sottolineando i legami tra l’epistola di dedica del Parigino, di cui si fornisce una traduzione in appendice, e l’epistola dedicatoria del ms. Ox. Bodl. Canon. gr. 108, contenente la versione latina dell’omelia basiliana In principium Proverbiorum, tradotta dal Calceopulo e destinata sempre al Petrucci.
Prima di registrare, in forma schematica, le peculiarità versorie del nostro traduttore, analizzate tramite un costante confronto tra il testo latino della traduzione e il testo greco di Luciano così come pubblicato nelle moderne edizioni critiche di riferimento (Nilén 1906; Harmon 1936; Macleod 1972; Bompaire 1993), è stato necessario fornire alcune informazioni generali sulla tradizione testuale di Luciano e sulla fortuna delle sue opere, ricostruendo, inoltre, le plausibili vicende che avrebbero condotto il ms. da Napoli a Parigi.
L’introduzione si conclude con una breve contestualizzazione del ms. nell’ambito della politica culturale alla corte aragonese dove, probabilmente, dovette essere praticato un tipo di danza rappresentativa affine alla pantomima di cui tratta Luciano nel suo De saltatione.
Il testo critico viene poi seguito da un commento dal quale emergono: i rapporti tra la traduzione latina e la tradizione manoscritta lucianea; gli eventuali legami tra il testo latino di Calceopulo e il testo greco postposto alla traduzione; la prassi versoria e le peculiarità lessicali del traduttore. [a cura dell'Autore]