Dinamiche di popolamento nel golfo tirrenico attraverso l'analisi del territorio tra il Sele e il Lao
Abstract
This research concerns the population dynamics of the territory between the Sele and Lao
rivers. The territory includes the southern part of Campania, the coastal area of Basilicata and the
northern portion of the Calabria region. The territorial sample does not dial an indistinct area. The
reasons of uniformity are exhausted in a kind of spatial contiguity. If it is plausible to take direct
considerations from a synoptic view of the geographical area, one must appreciate the elements of
differentiation or discontinuity in historical processes marked by peculiar and distinct human
experience.
A macroscopic differentiation consists of the structural characteristics of the three cities that
populate this area: Poseidonia, Elea and Laos, not excluding the indigenous element as a part of a
morphogenetic phenomenon of the landscape, within a scheme of dialectical relationships,
sometimes an opposition.
According to an established pattern, Poseidonia is an agrarian polis, Velia is a commerciallyoriented city and we know too little about the oldest settlement of Laos to be able to insert it in one
of two classifications. We know however, that it was the seat of the sybaritic people, who lived
there after the destruction of their polis.
Compared to that framework the archaeological available documents reflect the land use just
partially, in terms of exploitation of the basin, of settlement area, and of a place of contact and
development.
The representation of one or more pictures of the population has not only the value of showing the
impact that human activities have had on the region. Rather, from the examination of the terms of
the humans modeling capabilities of the environment is possible to know the anthropic structures
and the evolutionary processes. Archaeological data of a territory, all the sources of a landscape
research in archeology, are the signs of the organization of resources on the basis of political and
social level of a community, its ability to exploit soils and types of production, to rule the defensive
needs and traditional knowledge systems. .. [edited by Author] Questa ricerca riguarda l’analisi delle dinamiche di popolamento del territorio tra i fiumi Sele e Lao.
Il territorio comprende la parte meridionale della Campania, l’area litorale tirrenica della Basilicata
e la costa settentrionale della regione Calabria. Il campione territoriale non compone un’area
indistinta e i motivi di unitarietà si esauriscono in una sorta di contiguità spaziale. Se è plausibile
trarre immediate considerazioni da una visione sinottica dell’area geografica, è doveroso
apprezzarne anche gli elementi di differenziazione o di discontinuità che si determinano in processi
storici segnati da esperienze antropiche peculiari e distinte.
Una prima macroscopica differenziazione del campione territoriale è costituita dalle caratteristiche
strutturali delle tre città che popolarono quest’area: Poseidonia, Elea e Laos, senza escludere
l’elemento c.d. indigeno come parte integrante di un fenomeno morfogenetico del paesaggio
all’interno di relazioni dialettiche, talvolta di opposizione.
Secondo un consolidato schema, in parte superato, Poseidonia è colonia di popolamento su base
agraria, Velia è città a vocazione commerciale mentre troppo poco sappiamo delle fase più antiche
di Laos per poterne tentare l’inserimento in una delle due serie. Sappiamo tuttavia che essa fu sede
dei sibariti, che l’abitarono dopo la distruzione della propria madrepatria ad opera di Crotone.
Rispetto a tale quadro i documenti archeologici disponibili riflettono l'uso del suolo solo
parzialmente, in termini di sfruttamento del bacino, delle zone di insediamento, e di luogo di
contatto.
Dare forma infatti ad una o più immagini del popolamento non ha solo il valore di mostrare
l’impatto che le attività umane hanno avuto sul territorio. Piuttosto a partire dall’esame dei termini
della capacità di modellazione dell’ambiente da parte dell’uomo è possibile conoscere le strutture
antropiche e i processi che l’hanno governato. Le tracce archeologiche che un territorio accoglie e
conserva, l’insieme delle fonti di una ricerca di archeologia dei paesaggi sono i segni
dell’organizzazione delle risorse sulla base del grado di strutturazione politica e sociale di una
comunità, della sua capacità di governare modi di valorizzazione dei suoli e tipi di produzione, delle
necessità difensive e dei sistemi di conoscenza tradizionali. .. [a cura dell'Autore]