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Pedagogia clinica e analisi dei processi formativi. La cura hominis come categoria pedagogica
dc.date.accessioned | 2023-02-22T14:08:40Z | |
dc.date.available | 2023-02-22T14:08:40Z | |
dc.description | 2018 - 2019 | it_IT |
dc.description.abstract | L’obiettivo del presente lavoro è di offrire un contributo alla definizione dei principi epistemologici e metodologici della pedagogia clinica, scienza educativa assunta come paradigmatica nel più ampio quadro normativo del sapere pedagogico. Nella prima parte del presente lavoro, partendo dalle riflessioni condotte da Werner Jaeger nell’opera intitolata Paideia (1944) e da Michel Foucault in Le souci de soi (1984), si è cercato di mettere in luce, con particolare riferimento alle intersezioni proficue sussistenti tra le categorie di “clinica” e di “cura”, il costitutivo tratto “antropo-poietico” della Paideia vigente nella Grecia classica. La Cura hominis – di cui si è cercato di definire l’assetto statutario, strutturale e funzionale – è venuta dunque a delinearsi come categoria eminentemente pedagogica, di per sé animata da una specifica intentio formativa-educativa. In riferimento alle riflessioni condotte da M. Foucault in Naissance de la clinique (1963), l’analisi ha riguardato le origini della pratica clinica quale dispositivo generativo dell’“aver cura”: si è cercato di rinvenirne l’originario portato educativo. mettendo in luce, al contempo, la natura ermeneutica e storico-genetico-ricostruttiva del lavoro pedagogico incentrato sull’ascolto empatico. In linea con gli assunti teorici della “clinica della formazione” – indirizzo di ricerca facente capo a Riccardo Massa e alla scuola di Milano –, sono state inoltre delineate le fasi di un possibile percorso clinico fondato sulla definizione di un setting pedagogico, organizzato per favorire l’accoglienza del soggetto-persona; su un insieme di pratiche di conoscenza volte a promuovere una più ampia consapevolezza di sé; sul corpus di tecniche di aiuto che, da un punto di vista progettuale, possano consentire di promuovere il cambiamento esistenziale. Nella seconda parte ha assunto rilievo, nell’ottica di una prospettiva “incarnata” – attraverso una rilettura delle riflessioni condotte da Martin Heidegger, Maurice Merleau-Ponty e Ludwig Binswanger – l’indagine sulle condizioni esistentive ed ontiche che caratterizzano i modi di essere al mondo dell’essere umano. In tale prospettiva è stata focalizzata l’attenzione sulla nozione di “esperienza originaria” (Erlebnis) quale evento connaturato – secondo quanto affermato da Edith Stein – all’Einfühlung, al “sentire dentro” e all’“immedesimazione”. In particolare l’analisi dell’esistenza come “forma di vita” unica e irripetibile è stata portata avanti a partire dalle riflessioni condotte da Merleau-Ponty in Les relations avec autrui chez l’enfant (1953). All’interno della cornice teorica delineata, è stata dunque sottolineata la centralità del corpo nella fenomenologia dei processi formativi e nel corso dell’esperienza generata dai vari dispositivi pedagogici. È inoltre stato dato rilievo alla nozione di “latenza formativa” come portato della storia di formazione del soggetto-persona e alla sua traducibilità, in direzione della costruzione della resilienza personale, in termini di potenzialità. .. [a cura dell'Autore] | |
dc.description.abstract | The aim of this work is to offer a contribution to the definition of the epistemological and methodological principles of clinical pedagogy, educational science assumed as paradigmatic in the broader regulatory framework of pedagogical knowledge. In the first part of this work, starting from the reflections conducted by Werner Jaeger in the work entitled Paideia (1944) and Michel Foucault in Le souci de soi (1984), an attempt was made to highlight, with particular reference to the profitable intersections that existed between the categories of “clinic” and “cure”, the constitutive “anthropo-poietic” trait of Paideia in force in classical Greece. The Cura hominis - of which an attempt was made to define the statutory, structural and functional structure - has therefore emerged as an eminently pedagogical category, in itself animated by a specific formative-educational intentio. With reference to the reflections conducted by M. Foucault in Naissance de la clinique (1963), the analysis concerned the origins of clinical practice as a generative device of “taking care”: an attempt was made to find the original educational result, putting at the same time, the hermeneutic and historical-genetic-reconstructive nature of the pedagogical work focused on empathic listening. In line with the theoretical assumptions of the “training clinic” - research address headed by Riccardo Massa and the school of Milan -, the phases of a possible clinical path based on the definition of a pedagogical setting, organized to encourage the reception of the subject-person, were also outlined; on a set of knowledge practices aimed at promoting wider self-awareness; on the corpus of help techniques that, from a design point of view, can allow to promote existential change. In the second part it took on importance, with a view to an “embodied” perspective – through a reinterpretation of the reflections conducted by Martin Heidegger, Maurice Merleau-Ponty and Ludwig Binswanger – the investigation into the existential and ontic conditions that characterize the ways of being in the world of the human being. In this perspective, attention was focused on the notion of “original experience” (Erlebnis) as an inherent event - according to Edith Stein - to the Einfühlung, to “feel inside” and to “identify”. In particular, the analysis of existence as a unique and unrepeatable “life form” was carried out starting from the reflections conducted by Merleau-Ponty in Les relations avec autrui chez l’enfant (1953). Within the theoretical framework outlined, the centrality of the body in the phenomenology of training processes and in the course of the experience generated by the various pedagogical devices was therefore emphasized. Furthermore, the notion of “formative latency” as a result of the formation history of the subject-person and its translatability, in the direction of the construction of personal resilience, in terms of potential was emphasized. .. [edited by Author] | it_IT |
dc.language.iso | it | it_IT |
dc.subject.miur | M-PED/01 PEDAGOGIA GENERALE E SOCIALE | it_IT |
dc.contributor.coordinatore | Elia, Annibale | it_IT |
dc.description.ciclo | XXXII ciclo | it_IT |
dc.contributor.tutor | Mannese, Emiliana | it_IT |
dc.identifier.Dipartimento | Scienze politiche, sociali e della comunicazione | it_IT |
dc.title | Pedagogia clinica e analisi dei processi formativi. La cura hominis come categoria pedagogica | it_IT |
dc.contributor.author | Pistillo, Gerardo | |
dc.date.issued | 2020-10-01 | |
dc.identifier.uri | http://elea.unisa.it:8080/xmlui/handle/10556/6428 | |
dc.identifier.uri | http://dx.doi.org/10.14273/unisa-4500 | |
dc.type | Doctoral Thesis | it_IT |
dc.subject | Pedagogia | it_IT |
dc.subject | Clinica | it_IT |
dc.subject | Cura | it_IT |
dc.publisher.alternative | Universita degli studi di Salerno | it_IT |