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«Io non scrivo per le mode, scrivo per il tempo». L’opera narrativa di Pier Antonio Quarantotti Gambini
dc.date.accessioned | 2024-06-24T10:20:28Z | |
dc.date.available | 2024-06-24T10:20:28Z | |
dc.description | 2020 - 2021 | it_IT |
dc.description.abstract | Pier Antonio Quarantotti Gambini is not a central writer in the studies of the Italian literary scene of the 20th century. Far from any kind of canonisation, however, he is not an author who can be defined as marginal: his literary parable shows a reflection and a progressive focus that deserves to be investigated, through the precipitous study of his narrative work. This thesis has attempted to construct a path from the 1930s, the years of his debut, to the 1970s, when his greatest literary project was published posthumously. Therefore, all his literary publications were analysed in five chapters: the collection of short stories I nostri simili, the novels La rosa rossa, L'onda dell'incrociatore, La calda vita, and the novel cycle Gli anni ciechi. We have adhered to a chronological order based on the date of first publication, although we have chosen to give an account of the changes that the same work has undergone over the years in the chapter in which the work in question is analysed. This choice is justified by the way in which Quarantotti Gambini shows he works on his novels: in fact, he continues to make extensive revisions even many years after the first publication. A modus operandi due to the ambition to survive his time, and to go beyond the fashions and cultural dictates that were in place in the years between the first and second half of the 20th century. Indeed, my thesis shows that one of the factors that make Quarantotti Gambini's originality as a writer lies in the extreme precision and characterisation of his poetics around a few, defined thematic cores: a historical period, a setting, an age and a favourite theme. In other words, Quarantotti Gambini chooses to focus on the consequences of the Great War, which he himself, as an Istrian, experienced even more profoundly given the dismemberment of the Habsburg Empire and the subsequent annexation of his country to the Kingdom of Italy. He then makes a precise choice of field, because his entire narrative production has Istria or Trieste as its background; and this is the environment in which he depicts the initiation into life (which passes through the experience of sex and violence) of children and adolescents. The common thread that holds everything together is the memorial theme, a narrative of memory that Quarantotti Gambini defended against the attacks of his contemporaries who saw in this choice a scleroticisation of his poetic vein. In analysing the work, because of the way Quarantotti Gambini constructed his narrative universe, it was necessary to examine his entire literary production - diaries, magazine articles, travel reportages, and apologias - as they are part of the narrative. Quarantotti Gambini, moreover, moves from a minimum to a maximum of autobiography, the end point of which coincides with Paolo Brionesi Amidei, the protagonist of Gli anni ciechi (The Blind Years), a character who perfectly corresponds to the image of Quarantotti Gambini himself, through what the author calls «a grafting of fantasy onto reality». [edited by Author] | |
dc.description.abstract | Pier Antonio Quarantotti Gambini non è uno scrittore centrale negli studi sul panorama letterario italiano del Novecento. Lontano da qualsiasi tipo di canonizzazione, non è però un autore che può definirsi marginale: la sua parabola letteraria mostra una riflessione e una progressiva focalizzazione che merita di essere indagata, attraverso lo studio precipuo della sua opera narrativa. In questa tesi si è tentato di costruire un percorso che partisse dagli anni Trenta, gli anni dell’esordio, e arrivasse agli anni Settanta, quando viene pubblicato postumo il suo più grande progetto letterario. In cinque capitoli sono stati dunque analizzate tutte le sue pubblicazioni letterarie: la raccolta di racconti I nostri simili, i romanzi La rosa rossa, L’onda dell’incrociatore, La calda vita, e il ciclo romanzesco Gli anni ciechi. Si è seguito un ordinamento cronologico sulla base della data della prima pubblicazione, anche se si è scelto di dare conto dei cambiamenti che una stessa opera ha subito nel corso degli anni, nel capitolo in cui l’opera in questione viene analizzata. Questa scelta è giustificata dal modo in cui Quarantotti Gambini mostra di lavorare ai suoi romanzi: egli compie, infatti, un capillare lavoro di revisione anche a distanza di molti anni dalla prima pubblicazione. Un modus operandi dovuto all’ambizione di poter sopravvivere al proprio tempo, andando oltre le mode e i dettami culturali dominati negli anni a cavallo tra la prima e la seconda metà del Novecento. In effetti, la mia tesi mostra come uno dei fattori di originalità di Quarantotti Gambini da scrittore risiede nell’estrema precisazione e caratterizzazione della sua poetica intorno a pochi e definiti nuclei tematici: si tratta di un periodo storico, di un ambiente, di un’età e di un tema prediletto. Quarantotti Gambini, cioè, sceglie di concentrarsi sui risvolti della Grande Guerra che egli stesso, come istriano, ha vissuto in maniera forse ancora più profonda visto lo smembramento dell’Impero asburgico e il successivo apparentamento delle sue terre al Regno d’Italia; opera poi una precisa scelta di campo, perché la sua intera produzione narrativa ha come sfondo l’Istria o Trieste; ed è questo l’ambiente in cui rappresenta l’iniziazione alla vita (che passa attraverso l’esperienza del sesso e della violenza) di fanciulli e adolescenti. Il fil rouge che tutto tiene insieme è la tematica memoriale, una narrativa di memoria che Quarantotti Gambini ha difeso dagli attacchi dei contemporanei che, in questa scelta, vedevano una sclerotizzazione della sua vena poetica. Nell’analisi dell’opera, per il modo in cui Quarantotti Gambini ha costruito il proprio universo narrativo, è stato necessario prendere in esame l’intera sua produzione letteraria – diari, articoli in rivista, reportages di viaggio, apologie – perché essa compartecipa alla narrativa. Quarantotti Gambini, del resto, si muove da un minimo a un massimo di autobiografismo, il cui punto finale coincide con Paolo Brionesi Amidei, il protagonista de Gli anni ciechi, un personaggio che combacia perfettamente con l’immagine dello stesso Quarantotti Gambini, attraverso quello che l’autore definisce «un innesto della fantasia sulla realtà». [a cura dell'Autore] | it_IT |
dc.language.iso | it | it_IT |
dc.subject.miur | L-FIL-LET/10 LETTERATURA ITALIANA | it_IT |
dc.contributor.coordinatore | Pinto, Carmine | it_IT |
dc.description.ciclo | XXXIV ciclo | it_IT |
dc.contributor.tutor | Giulio, Rosa | it_IT |
dc.identifier.Dipartimento | Studi Umanistici | it_IT |
dc.title | «Io non scrivo per le mode, scrivo per il tempo». L’opera narrativa di Pier Antonio Quarantotti Gambini | it_IT |
dc.contributor.author | Boffa, Marika | |
dc.date.issued | 2022-07-24 | |
dc.identifier.uri | http://elea.unisa.it/xmlui/handle/10556/7099 | |
dc.type | Doctoral Thesis | it_IT |
dc.subject | Quarantotti Gambini | it_IT |
dc.subject | Narrativa | it_IT |
dc.subject | Letteratura Italiana del Novecento | it_IT |
dc.publisher.alternative | Universita degli studi di Salerno | it_IT |