Il racconto come strategia. Altri libertini tra progetto autoriale e politica editoriale
Abstract
Nel 1980 Feltrinelli pubblicò Altri libertini di Pier
Vittorio Tondelli come raccolta di racconti, anziché come il romanzo di ampio respiro inizialmente elaborato dall’autore. L’intervento esplora,
sulla base dei materiali resi accessibili dall’Archivio storico Feltrinelli – in particolare la corrispondenza tra Tondelli e l’editor Aldo Tagliaferri – le
ragioni letterarie e editoriali che determinarono
questa trasformazione. Si indaga come la formaracconto non rappresentò un ripiego, ma una soluzione capace di valorizzare la poetica di Tondelli: una scrittura frammentata, plurale, ritmicamente strutturata, adeguata a narrare l’esperienza giovanile e marginale della fine degli anni
Settanta. La scelta editoriale contribuì a definire
non solo l’identità autoriale di Tondelli, ma anche
un modello alternativo ai grandi romanzi sperimentali del decennio, individuando nel racconto
breve uno spazio di ricerca stilistica, ibridazione
linguistica e rappresentazione generazionale
dalla forte carica comunicativa. Il caso di Altri libertini permette così di osservare l’interazione tra
progetto autoriale e strategia editoriale e di riconsiderare il ruolo della forma breve nella narrativa italiana contemporanea. In 1980 Feltrinelli published Pier Vittorio Tondelli’s Altri libertini as a collection of short stories
rather than as the long-form novel he had initially
drafted. Drawing on materials held at the Archivio storico Feltrinelli – especially the correspondence between Tondelli and the editor Aldo
Tagliaferri – this article examines the literary and
editorial reasons behind that transformation. It
argues that the short-story form was not a
fallback solution, but a means of bringing out the
defining features of Tondelli’s poetics: a fragmented, plural and rhythmically structured mode
of writing suited to representing the experiences
of young people living on the margins in the late
1970s. This editorial choice helped shape not only
Tondelli’s authorial identity, but also an alternative to the decade’s major experimental novels,
turning short fiction into a space for stylistic research, linguistic hybridisation and generational
representation with strong communicative force.
Altri libertini thus offers a case study of the interaction between authorial design and editorial
strategy, while inviting a reassessment of short
forms in contemporary Italian fiction.
